Portofino: panorama

 

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Camogli: Lungo mare

 

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San Fruttuoso: insenatura

 

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Paraggi: spiaggia

 

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S. Margherita Ligure: porto

 

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Portofino: case sul mare

 

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Disposizioni generali per la balneazione
La balneazione è consentita nelle zone B e C (vedi cartografia) dell'area marina protetta, nel rispetto delle ordinanze degli Uffici Circondariali Marittimi.

la costa nei pressi di Paraggi

Nella zona A (vedi cartografia) la balneazione è vietata (Art.12 del Regolamento dell'A.M.P.). E' un tratto di mare di particolare interesse biologico ed ecologico, utilizzabile principalmente per la ricerca scientifica autorizzata dal Soggetto gestore e per il controllo ambientale.
Ordinanza del Comune di Santa Margherita Ligure
SPIAGGE ED ITINERARI

Il litorale a ponente del Promontorio di Portofino

Il litorale al centro del Promontorio di Portofino

le regole di salvaguardia ambientale

la sicurezza in mare del bagnante

il comportamento del bagnante responsabile

 

 

 

Il litorale a levante del Promontorio di Portofino

Santa Margherita Ligure è un rinomato centro turistico le cui coste sono in parte bagnate dalle acque dell’area marina protetta.
Si può quindi partire dal centro del borgo per raggiungere, uno dopo l’altro, una serie di accessi al mare che consentono di scoprire i diversi ambienti marini presenti lungo la costa e nelle acque tutelate.

Santa Margherita Ligure, la zona del porto   il Covo di Nord Est

Il litorale si sviluppa poco al di sotto della strada che collega S. Margherita Ligure a Portofino ed è in gran parte costituito da rocce naturali distribuite irregolarmente. Qua e là sono presenti piccole spiagge di ciottoli e alcune spiagge sabbiose, comunque sempre di dimensioni piuttosto ridotte. Vediamo nel dettaglio il percorso turistico e le opportunità offerte ai visitatori dell’Area Marina Protetta “Portofino”.

il miraglio presso Punta Pedale   l'acqua di mare lungo la costa

Dal centro di S. Margherita Ligure si raggiunge facilmente l’area portuale e, proseguendo si incontra, presso Punta Pedale, il “Covo di Nord Est”, locale notturno molto famoso negli anni ’70. Poco oltre, segnalata da un miraglio giallo sulla costa, ha inizio l’Area Marina Protetta “Portofino”. 
Il primo accesso al mare si trova in corrispondenza di una spiaggia libera attrezzata. Si ha così l’opportunità di fruire dei servizi offerti dal gestore e, in alternativa, di utilizzare liberamente per il proprio relax il litorale. Tra le opportunità offerte anche quella di noleggiare una canoa per spostarsi lungo la costa.

uno scorfano nero sopra Posidonia oceanica, foto Bava   tordo rosso foto Paolillo Vanzo

cernia bruna, foto Muratore   succiascoglio di prateria, foto Schiaparelli

prateria di Posidonia oceanica

Gli  appassionati di snorkeling potranno scoprire che nei fondi costieri, già a  qualche metro di profondità, è presente la prateria di Posidonia oceanica. SI tratta di un erba marina che si sviluppa preferibilmente su fondali dai pendii poco accentuati. Pur essendo piuttosto rigogliosa, la prateria ha subito una regressione del suo limite inferiore, molto prima che venisse istituita l’area marina protetta, a causa di un aumento della torbidità dovuta all’aumento della pressione antropica sulla costa.
Tra le foglie si possono fare interessantissimi incontri con diverse specie di pesci come saraghi, scorfani, e labridi, ma anche con grossi predatori come orate e branzini.

ciottoli nel basso fondale   la costa a levante del Promontorio di Portofino

Molto comuni i piccoli crostacei, come i granchi, e i molluschi. Tra questi polpi, seppie ed il grosso bivalve Pinna nobilis.
Ai più attenti suggeriamo di osservare  anche le lamine delle foglie, veri e propri microambienti, dove si sviluppano alghe, briozoi e idrozoi, e si mimetizzano piccoli pesci,  come i succiascoglio di prateria e i cavallucci, e  le stelle marine.

polpo, foro D'Errico   stella rossa, foto Torti

 Poco oltre, percorrendo la strada che conduce a Portofino, a distanza di pochi metri l’uno dall’altro, si trovano una serie di accessi al mare che consentono di scendere in piccole spiagge di ciottoli e libere, dove affiorano rocce di conglomerato. Dai ciottoli della battigia si può entrare facilmente in acqua e il fondo marino degrada dolcemente verso il largo. 

scogli e rocce lungo la costa

Capo Nord    l'anemone chiamato pomodoro di mare

le alghe chiamate sargassi    finocchio di mare

Nel fondale  poco prima di Punta Cervara la prateria sottomarina lascia il posto ad una distesa di piccoli massi dove sono comuni ricci di mare e stelle marine. E’ l’ambiente ideale per i piccoli polpi che trovano tane e cibo in abbondanza. Sulla punta, una scaletta consente di raggiungere una piccola spiaggia di ciottoli. In questa zona, chiamata anche “Capo Nord”, nella bella stagione è aperto un locale in grado di offrire drink o piatti ricercati. Il gestore mette inoltre a disposizione anche lettini per chiunque volesse passare qualche momento di tranquillo relax.
Anche  qui il fondale marino appare costituito da massi sparsi, coperti spesso da alghe. Particolare invece la scogliera che, sulla destra dell’accesso al mare, presenta grandi scogli e piccole piscine  naturali che offrono condizioni ideali per la vita di molti organismi marini, come i piccoli pesci chiamati “peperoncini”, i molluschi gasteropodi, i granchi, i denti di cane, gli anemoni chiamati “pomodori di mare” e numerose alghe. Tra queste i sargassi, curiosi vegetali che galleggiano grazie a piccole vescicole piene di gas.

la strada litoranea appena sopra il mare   la spiaggia chiamata del Catello di Paraggi

Lasciato “Capo Nord” l’itinerario si sviluppa su di un suggestivo tratto di passerella sospesa sugli scogli, che termina in corrispondenza all’accesso di una spiaggetta di ciottoli denominata “del Castello di Paraggi”. Il nome è dovuto alla vicinanza di una fortezza ormai trasformata in villa situata sopra un piccolo promontorio poco oltre la spiaggia. Una scala consente di scendere in basso e di giungere sulla riva del mare. La spiaggia è disseminata di rocce che, su entrambi i lati, divengono una vera e propria scogliera che ospita piante come il finocchio di mare e il fiordaliso tirreno.
Il fondale in questa zona è caratterizzato dalla presenza digrossi massi sommersi, spesso ricoperti da alghe verdi e rosse.
Polpi e grossi pesci sono abbastanza comuni. Tra questi dentici, orate e branzini. Piuttosto comuni anche le ofiure, particolari stelle marine, e i ricci di mare.

gorgonia gialla, foto Capurro   castagnola bruna, foto Gambirasi

Chi fosse allenato a scendere in profondità può immergersi lungo il pendio sommerso sottostante il “Castello di Paraggi”. Non rimarra certamente deluso. Già a pochi metri di profondità, infatti, si possono osservare piccole gorgonie gialle, spugne, briozoi, rari crostacei come le magnoselle e, occasionalmente, anche giovani cernie, murene e gronghi. L’opportunità di incontri con rari organismi marini è garantita dal gran numero di anfratti e spaccature nella roccia.

la passerella che conduce sino a Paraggi   seppia, foto D'Errico

Se si è invece alla ricerca di spiagge di sabbia, basta oltrepassare il promontorio che ospita il “Castello”, e il piccolo ed esclusivo borgo di Paraggi apparirà in tutta la sua bellezza. Si tratta di un luogo piuttosto ricercato dove esistono stabilimenti balneari esclusivi e lussuosi.
La spiaggia originaria, sabbiosa in parte, è stata modificata da successivi ripascimenti.
E’ soprattutto la cornice di verde e lo splendido colore delle acque della baia a rendere Paraggi un luogo unico e prestigioso.
Al centro degli stabilimenti balneari esiste una piccola spiaggia libera che consente a tutti di godere di questo vero e proprio paradiso.
Tra i pesci comuni in queste acque soprattutto le piccole castagnole brune, che nuotano spesso a fianco dei bagnanti, e, nella sabbia, talvolta giovani rombi di rena.

il sentiero sopra la statale   l'anemone Cereus pedunculatus in una pozza di marea

Da Paraggi, un sentiero molto suggestivo corre poco più in alto della strada statale e ci consente di giungere in breve tempo e nella massima sicurezza, dopo aver imboccato la prima deviazione sulla sinistra, alla splendida insenatura di Niasca. La spiaggia libera, circondata dalla macchia mediterranea, è sabbiosa e pare interrompere la scogliera di conglomerato. Pur non avendo una felice esposizione, perché anche in estate rimane all’ombra già dalla prime ore del pomeriggio, questo tratto di costa riserva particolari sorprese. A destra della scaletta che consente di accedere alla spiaggia si trovano alcune pozze di marea. Si tratta di raccolte d’acqua salata che, periodicamente, rimangono isolate dalle acque marine. Questi microambienti sono  particolarmente vulnerabili e delicati e, in poco spazio, contengono molte specie animali e vegetali diverse.  Sono anche luoghi ideali per macrofotografie spettacolari.

la costa presso la piccola spiaggia di Niasca

granchio corridore   Pinna nobilis, foto Paolillo Vanzo

dauco marino   l'alga Dictyota dichotoma

La spiaggia di Niasca degrada dolcemente verso un fondale sabbioso, ricoperto in parte dalla prateria di Posidonia oceanica. E’ quindi ideale per i piccoli bagnanti o i nuotatori alle prime armi. Qui si trova anche una specie indigena, la Caulerpa prolifera, “parente” delle pericolose alghe killer che infestano il Mediterraneo.
Nelle pozze di marea sono comuni alghe, anemoni, molluschi e piccoli pesci.
Lungo la scogliera, ricoperta da alghe anche calcaree si incontrano spesso piccoli paguri e molluschi. Sul fondale, tra la sabbia, sono invece frequenti gli animali sepolti, come molluschi bivalvi e pesci piatti. Ancora, tra la posidonia si osservano pesci di diversa specie e taglia e il grosso bivalve Pinna nobilis. Niasca è il luogo dove la natura terrestre e marina quasi si toccano ed è facile accorgersene osservando la scogliera.
Tra gli scogli emersi vivono infatti numerosi vegetali. Tra essi anche specie tipiche di questi ambienti estremi, come il dauco marino.   

la costa nei pressi della spiaggia chiamata del cannone   alga a palla, foto Schiaparelli

donzella, foto Paolillo Vanzo   riccio di Prateria, foto Capurro

Se si continua a percorrere il sentiero sopraelevato rispetto alla strada statale, ad un certo punto si incrocia una strada asfaltata. Percorrendola verso il basso si giunge sulla statale. A poca distanza, in direzione Portofino,  sulla sinistra si trova una scaletta che scende in una piccola spiaggia di ciottoli, chiamata: “del cannone”, al centro della quale si erge un grosso blocco di conglomerato. Anche in questo caso si tratta di una spiaggia libera.  Il fondale in alcuni punti è sabbioso, ma per la gran parte appare  ricoperto da massi di diverse dimensioni. Su di essi proliferano le alghe fotofile (che amano la luce) e tra esse le alghe a palla, quelle ad ombrellino e quelle del genere Dyctiota. Comuni gli immancabili polpi, i crostacei come la grancevola piccola, i ricci di mare e i pesci. Tra essi molti labridi, come i tordi e le donzelle, i saraghi e le orate. Tra le alghe si possono incontrare anemoni  verdi ma anche madreporari come Cladocora coespitosa e l’esile gorgonia bianca Eunicella singularis.

minuscoli crostacei tra i tentacoli di un anemone, foto Casale   spirografo, foto Capurro

Cladocora coespitosa, foto Bava

L’ultima spiaggia che troviamo in questo versante di promontorio si raggiunge partendo da Portofino e seguendo le indicazioni per Castello Brown. Percorsi circa 500 mt, da una deviazione sulla sinistra ha inizio  una scaletta che scende sul mare.

la Chiesa di San Giorgio a Portofino    succiascoglio, foto Bava

dentice, foto Capurro   Mesophyllum lichenoides, foto Torti

 Portofino, la costa nella zona dell'Olivetta

La spiaggia è libera e di ciottoli che hanno dimensioni diverse. Il fondale, almeno per i primi metri, ha lo stesso aspetto della spiaggia. Sotto i ciottoli possono essere presenti i succiascoglio, piccoli pesci capaci di aderire alle pietre. Chi ama fare snorkeling, lungo la costa ai lati della spiaggia potrà osservare alghe di molte specie, anche quelle che preferiscono ambienti profondi e poco illuminati, e già a pochi metri di profondità, un ambiente dove si sviluppano alcune specie tipiche del coralligeno come spugne, briozoi e gorgonie gialle. Gamberi, granchi, polpi e grossi pesci come murene, gronghi, dentici, piccole cernie e corvine possono rappresentare un piacevole incontro per quanti amano la natura.

Il Litorale a ponente del Promontorio di Portofino

In questa zona non esistono spiagge, ma piuttosto accessi al mare molto suggestivi. Per raggiungerli, partendo da Camogli, si può percorrere il sentiero che porta a S. Rocco, o raggiungere questa frazione con mezzi propri o con l’autobus.  Dall’abitato di S. Rocco, il percorso in discesa per Punta Chiappa consente di raggiungere gli accessi al mare.

la Chiesa di San Rocco di Camogli   il mare di Porto Pidocchio

Il primo si incontra in una piccola frazione chiamata “Porto Pidocchio” e coincide con uno scalo utilizzato per i natanti. In quest’area esiste una scogliera artificiale e il fondale si presenta costituito di ciottoli anche pittosto grossi. Verso nord si estende una grossa prateria di Posidonia oceanica.

la costa presso Porto Pidocchio   il piccolo mollusco Cratena peregrina, foto D'Errico

Chi volesse fare il bagno in questa zona deve comunque evitare di entrare nel canale di transito, utilizzato dalle unità navali  per accedere al piccolo scalo dell’abitato, evitare le aree di ormeggio e prestare attenzione ai natanti che transitano all’interno dell’area marina protetta. Lungo la costa oltre alle alghe si possono osservare molluschi di molte specie, pesci da scoglio come tordi e donzelle, scorfani e triglie, o grossi predatori come branzini e dentici, o ancora crostacei ed echinodermi come ricci di mare ed oloturie.

Punta Chiappa   una ripida scaletta per accedere al mare a Punta Chiappa

una bavosa in una pozza di marea   Coleottero del genere Ochthebius in una pozza di scogliera

Lasciato “Porto Pidocchio”, l’itinerario consente di  raggiungere facilmente ed in breve tempo un grosso sperone di roccia proteso nel mare chiamato “Punta Chiappa”.  In questa zona molti degli accessi al mare sono piuttosto accidentati e adatti solo a persone particolarmente allenate ed esperte. In alcuni punti gli accessi sono meno impervi. Si tenga comunque conto che si è di fronte al mare aperto e quindi le condizioni del mare, per permettersi un bagno, devono essere estremamente favorevoli.
L’attività di snorkeling consente l’incontro con molti organismi. Tra le alghe sono comuni quelle del genere Cystoseira, importanti indicatori biologici di acque pulite. I pesci costieri sono numerosi ma, in queste acque, capita spesso di osservare pesci di mare aperto come le ricciole. Abbastanza comuni i pesci luna e occasionali le tartarughe di mare e i cetacei. Tra essi è stato segnalato il passaggio in zona di qualche balenottera comune. Per chi preferisce restare a terra, Punta Chiappa offre l’occasione di dare un’occhiata nelle sue pozze di marea dove, tra le alghe, è comune la bavosa dalmatina e la bavosa galletto, ma anche nelle pozze di scogliera.
Queste ultime sono piccole raccolte d’acqua salmastra dove vivono solo poche creature con speciali adattamenti. Tra esse un piccolo coleottero (lungh. 2 mm) abitatore esclusivo di questi microambienti. 

menola, foto Paolillo Vanzo    giovane gabbiano comune

statice ligure    punto di accesso a Punta Chiappa

Tra maggio e giugno, poi, il grosso scoglio “fiorisce” di piccole corolle violette. E’ uno spettacolo particolare dovuto ad una pianta molto rara e tipica, lo statice ligure che vive quasi in  solitudine in questi ambienti ostili.

Il litorale al centro del Promontorio di Portofino

Al centro del Promontorio di Portofino si trova la spiaggia di S. Fruttuoso di Camogli, che si può raggiungere con diversi itinerari che percorrono il monte di Portofino o, più comodamente, utilizzando uno dei battelli turistici che partono da Camogli o S. Margherita Ligure.

L'abbazia di S. Fruttuoso di Camogli   il mare da un sentiero a San Fruttuoso di Camogli

La spiaggia di ciottoli è libera per la gran parte, ma esiste anche l’opportunità di noleggiare a pagamento, cabina, ombrellone e lettini. Il fondale è colonizzato da alghe verdi e da qualche rara pianta di Posidonia oceanica. Tra gli animali sono comuni polpi, seppie e  pesci da scoglio come saraghi, menole, sarpe, e diverse specie di labridi. Degna di nota in un’insenatura sul lato orientale della costa, la presenza della statua del “Cristo degli Abissi”.

polichete, foto Angelina   bavosa bianca, foto Capurro

Le regole di salvaguardia ambientale

Nell’area marina protetta la tutela dell’ambiente è prioritaria ed esistono regole che devono essere rispettate per evitare sanzioni o denunce.
In particolare:

Nella zona A (vedi cartografia) la balneazione e le attività subacquee sono vietate (Art.12 del Regolamento dell'AMP “Portofino”).

La balneazione così come lo snorkeling sono  consentiti nelle zone B e C (vedi cartina) dell'area marina protetta, nel rispetto delle ordinanze degli Uffici Circondariali Marittimi.

Nelle zone C sono consentite attività di immersione subacquea con o senza autorespiratore (apnea). In zona B per svolgere entrambe le attività è invece necessaria l’autorizzazione dell’Ente gestore

La pesca subacquea è vietata in tutta l’AMP Portofino. Non è consentita, sia su spiagge o nelle acque, l’introduzione di armi od esplosivi come ad esempio fucili  o coltelli subacquei.

Non è consentito il prelievo di organismi o il disturbo degli stessi.
                     
L’attività di pesca sportiva è consentita solo ai soggetti autorizzati.
In zona B, ai residenti nei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure previa autorizzazione dell’Ente Gestore dell’AMP “Portofino”.
Nelle zone C, ai residenti di cui sopra e ai non residenti autorizzati dall’Ente Gestore dell’AMP “Portofino”.

Disturbare gli organismi, "distrarsi" e spargere rifiuti non sono proprio comportamenti da tenere sulla riva del mare...

 

Proviamo a cambiare abitudini e a farle cambiare agli altri.

grazie

Comportamento del bagnante responsabile

Nonostante molti bagnanti si comportino ormai in modo civile, ne esiste purtroppo ancora una piccola parte che abbandona i rifiuti, senza pensare alle conseguenze, sia sulle spiagge, che nei tratti rocciosi accessibili o anche in mare.

Non abbandoniamo i nostri rifiuti, anche dove sappiamo che passerà qualcuno a toglierli e quando possibile differenziamoli, inserendoli nei cassonetti speciali. La natura ce ne sarà grata!

Per la presenza di organismi sensibili ai minimi cambiamenti ambientali (es. alghe del genere Cystoseira),  evitiamo l’eccessivo uso di creme e oli solari prima di entrare in acqua.

Durante le docce non utilizziamo saponi o detergenti

Facciamo il possibile per non creare eccessivo disturbo alla quiete degli altri bagnanti.

Non montiamo tende o accendiamo fuochi sulla spiaggia.

Non peschiamo dove si trovano altri bagnanti.

Evitiamo giochi in acqua o sulla spiaggia che disturbino gli altri bagnanti.

Non portiamo animali sulle spiagge e comunque nel caso individuiamo le zone in cui ciò è consentito.

Molte di queste azioni sono vietate dalle leggi e dalle ordinanze balneari della Guardia Costiera.

la costa nella Baia di San Fruttuoso di Camogli    Vanessa del cardo sui fiori di cineraria marittima

Sicurezza in mare del bagnante

Ecco alcune indicazioni utili per fare il bagno in condizioni di sicurezza:

Non entriamo in acqua quando le condizioni meteo marine non sono ottimali.

Evitiamo di entrare in acqua se non siamo in perfette condizioni fisiche.

Dopo un pasto abbondante attendiamo che siano trascorse almeno 2/ 3 ore prima di bagnarci.

Dopo una lunga esposizione al sole entriamo in acqua gradualmente bagnando, in sequenza, nuca, addome e petto prima di immergerci completamente.

Valutiamo bene le distanze in mare, considerando pure la presenza di onde ed eventuali correnti, senza pretendere troppo dal nostro fisico anche se siamo buoni nuotatori.

Non avventuriamoci al largo su materassini, ciambelle, galleggianti o piccoli canotti gonfiabili.

Se intendiamo tuffarci, prima di farlo ispezioniamo il fondale per verificarne l’adeguata profondità.

Non facciamo il bagno nei porti, nei corridoi di entrata, transito e uscita delle imbarcazioni e nelle zone di ormeggio.

Se intendiamo nuotare a lungo senza essere allenati, portiamo con noi una tavoletta per nuoto od un materassino per riposarci.

Se nuotiamo a lungo, per la nostra sicurezza è buona norma non farlo mai da soli Anche semplici imprevisti  possono mettere a rischio la nostra incolumità.

In ogni caso rispettiamo sempre i limiti di balneazione per evitare incidenti.

E’ buona norma, infine, durante nuotate impegnative, utilizzare occhialini per vedere meglio sott’acqua.

bavosa africana, foto D'Errico    lo scoglio chiamato Carega

scorcio della costa di Punta Chiappa   alghe ad ombrellino, foto Molinari

il mare vicino a Capo Nord