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Si tratta di una medusa tanto bella quanto urticante, dotata di otto lunghi filamenti (tentacoli retrattili) che possono provocare dolorose bruciature ai bagnanti. La sua colorazione è molto varia, con maculature spesso violette ma talvolta anche di colore più chiaro.
Piuttosto grande, ha un cappello che può raggiungere i 20-25 centimetri di diametro e tentacoli che distesi possono essere lunghi oltre i due metri.
Di meduse si nutrono le tartarughe caretta (Caretta caretta), i pesci luna (Mola mola) o anche pesci come le Boghe (Boops boops). Queste ultime se ne cibano mordendole un poco alla volta quando, dopo giorni di mareggiate, arrivano sotto costa perdendo gran parte del loro potere urticante.
La Pelagia noctiluca cattura per cibarsene organismi del plancton, come uova e larve, pesci giovani e crostacei copepodi.
Viene chiamata medusa luminosa in quanto riesce a produrre luce durante la notte, ma solo quando ci si avvicina ad essa stimolandola, forse, attraverso l'aumento della pressione nell'acqua.
Si tratta di una medusa che, a differenza di altri scifozoi, non presenta la fase polipoide (fase asessuata con strobilo che si sviluppa a contatto del fondale) e, dopo l'accoppiamento, genera uova che originano direttamente nuove meduse, che si sviluppano senza avere quindi nessun contatto con il fondale.


Tre immagini della medusa luminosa. Si notino in quella centrale i lunghi filamenti urticanti (foto Tessera, Capurro, Zanada)
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