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Il "riccio femmina" prende questo nome per via dell'erronea convinzione che fosse l'esemplare femminile dell'Arbacia lixula, ma in realtà entrambe le specie sono a sessi separati e presentano esemplari femminili e maschili. In alcune zone d'Italia è molto ricercato per via delle cinque gonadi femminili che sono commestibili e si riconoscono, all'interno dei tessuti dell'echinoderma, per il loro colore aranciato. Questo riccio ha il corpo di diametro pari a 6 - 8 centimetri, un poco schiacciato, dal quale partono aculei di lunghezza differente. La sua colorazione globale può essere estremamente varia e va dal verde sino al nero passando per viola e marrone. Lo si osserva negli stessi ambienti in cui vive l'Arbacia lixula: scogliere, rocce sommerse o scarpate sottomarine, o anche in praterie di Posidonia oceanica, dalla superficie sino a quasi 100 metri di profondità. E' capace di scavare piccolè cavità in cui rimane sin quando, la notte, non decide di muoversi per brucare le alghe. Non è molto amante della luce e forse è per tale motivo che si ricopre spesso di frammenti di alghe o conchiglie che mantiene sul suo dorso utilizzando i pedicelli ambulacrali. Questa caratteristica è esclusiva di questa specie, infatti, solitamente, non si osservano esemplari di Arbacia lixula ricoperti di alghe in quanto questa seconda specie possiede i pedicelli opposti alla zona orale privi di dischi adesivi. Paracentrotus lividus è anche capace di erodere leggermente le rocce sulle quali permane.
il Paracentrotus lividus (foto Bava)
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