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LA FOCA MONACA RITORNA A PORTOFINO! Stampa

avvistato nelle acque della nostra Area Marina Protetta un esemplare adulto di Monachus monachus

Venerdì 18 giugno lo staff del diving center “Massub” ha avvistato e fotografato, nella zona B dell’Area Marina Protetta (AMP), un esemplare di foca monaca di poco meno di 2 metri di lunghezza. Questa piacevole ed inaspettata notizia avviene proprio nell’anno internazionale della biodiversità; questa visita dimostra come le AMP siano dei veri e propri “santuari naturali” capaci di tutelare la biodiversità attraendo nuovamente specie scomparse. Ormai undici anni di gestione nell’AMP Portofino fanno sì che alcune specie di pesci (come Epinephelus marginatus), che erano pressoché scomparse, siano ora presenti, e in taglie considerevoli; proprio in questo contesto si inserisce la visita della foca monaca che, essendo ghiotta di grossi pesci non reperibili altrove, crediamo sia stata spinta a visitare la nostra AMP.

Nei giorni successivi la segnalazione, lo staff dell’AMP ha subito cercato conferme su un’eventuale permanenza dell’esemplare nelle acque del parco: qualora l’animale avesse deciso di permanere in AMP, l’Ente sarebbe stato costretto a mutare i propri atteggiamenti gestionali.

L’avvistamento di questo focide si aggiunge a molti altri avvenuti negli ultimi tempi in Corsica, in Sardegna, all’Isola del Giglio e in Sicilia (aprile scorso), ma mai così a nord in Mediterraneo.

Questo mammifero marino che può raggiungere anche i 3 metri di lunghezza è esclusivamente carnivoro nutrendosi di molluschi, crostacei e pesci ossei. Catturando specie di grossa taglia come polpi, murene, gronghi, cernie e spigole, la foca monaca si pone ai vertici della rete trofica (catena alimentare) assumendo così un’elevata importanza dal punto di vista ecologico.

Secondo una stima della International Union for Conservation of Nature (IUCN) il numero di esemplari di Monachus monachus presenti in Mediterraneo ammonta a pochissime centinaia: ecco perché si tratta di una specie ad altissimo rischio di estinzione (in Italia negli anni ’80 fu dichiarata estinta).

La sorpresa per l’avvistamento è giustificata dal fatto che sempre l’IUCN afferma che la maggior parte della popolazione di foca monaca è concentrata nel Mediterraneo Orientale.

Le principali minacce nelle quali questo mammifero marino può incorrere – ricordate già nel 2000 dall’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca tecnologica Applicata al Mare) ora confluito nell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) – sono costituite dalla nautica da diporto (eliche e scafi), dalla pesca (palamiti, reti e nasse) e dall’accumulo di contaminanti.

Clicca qui per visitare la scheda della foca monaca.

l'esemplare di foca monaca avvistato nell'AMP (foto Vittorio Minghini)