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Un'esemplare di squalo volpe (Alopias vulpinus) dal peso di circa 250 kg è rimasto intrappolato nelle maglie della tonnarella di Camogli.
Si tratta di una specie non rara nel Mediterraneo, ma che fa parte delle catture inusuali della Tonnarella: il mese di aprile è comunque quello in cui, negli anni, è capitato di incontrare, accidentalmente, qualche esemplare di squalo volpe immagliato nella rete; così è accaduto nell’aprile 2010, nel giugno 2009, in aprile e maggio 2008. Comunque i pescatori del comprensorio sono molto attenti e responsabili nei confronti delle specie o protette o la cui pesca è regolamentata (Regolamento CE n.23/2010 art. 18del 14 gennaio 2010).
Lo squalo volpe è una specie pelagica che vive nella colonna d’acqua abbastanza vicino alla superficie; alcuni esemplari possono arrivare anche a 6 m, ma di solito al massimo fino a 4. Si tratta di uno squalo che uccide le prede stordendole con la lunga coda ma innocuo per l’uomo. Si riproduce durante il periodo estivo e si ciba prettamente di pesci, ma anche cefalopodi. Di solito, essendo pelagico, vive al largo, ma quando è in cerca di cibo, a volte può avvicinarsi alla costa. I dati storici circa le catture effettuate in tonnarella e in possesso dell’Area Marina, hanno consentito di ipotizzare che l’avvicinarsi a costa di tali esemplari possa essere dovuto all’elevato numero delle catture di sugarelli (Trachurus spp.) che si avvicinano anch’essi sotto costa nel periodo primaverile-estivo.
Negli ultimi anni la Tonnarella di Camogli ha acquisito sempre più il ruolo di laboratorio per il monitoraggio della biodiversità, quale osservatorio ambientale diretto dei cambiamenti a livello di ricchezza specifica, non solo all’interno dell’area marina protetta ma in tutto il Mar Ligure: ciò fa capire la grande importanza di continuare a raccogliere i dati riguardanti le catture.

l'esemplare di squalo volpe catturato in tonnarella durante le operazioni di sbarco in banchina a Camogli (foto Consuelo Pallavicini).
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