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E' un'alga verde caratteristica dell'infralitorale superiore.
E' costituita da una sola cellula e per questo motivo, grazie alle sue grosse dimensioni, che sfiorano il centimetro di lunghezza, è stata usata in studi storici sulla cellula eucariota.
Durante la stagione calda, presenta nella sommità un "cappuccetto" molto vistoso e caratteristico, che altro non è che l'apparato riproduttivo. Durante l'inverno sembra sparire poichè il tallo filiforme ("il gambo") è meno vistoso e caratteristico.
Un'immagine dell'alga ed un suo ingrandimento (foto Molinari)
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Anemone di piccole o medie dimensioni (3 - 9 centimetri), dal vivace colore rosso, che può avere comunque anche colorazioni più scure sino al bruno, con i tentacoli talvolta più chiari.
Frequente negli scogli costieri, lungo la fascia interessata dalla marea. Lo si può osservare con i tentacoli estroflessi quando è completamente immerso o, simile ad una piccola pallina di aspetto gelatinoso con un incavo al centro, quando è all'asciutto. Per questo motivo, gli fu dato il nome specifico dal descrittore della specie.
Queste attinie come altre possono spostarsi, seppur molto lentamente sugli scogli scivolando sul disco pedale. I dischi boccale e pedale dell'animale presentano generalmente un bordo bluastro.
L'Actinia equina riesce a catturare i piccoli animali che gli arrivano a portata di tentacoli, principalmente molluschi, crostacei e pesci. A sua volta può essere predata da molluschi nudibranchi o anche da piccolissimi picnogonidi che si nutrono dei suoi liquidi interni.
L'animale è provvisto di cellule urticanti e specializzate che utilizza sia per paralizzare le sue prede che per difendersi o aggredire i suoi simili, tutelando per esempio il suo territorio dall'ingresso di un intruso.
Normalmente si riproduce per accoppiamento tra anemoni di due sessi distinti ma può anche riprodursi assessualmente per scissione.
E' una specie che vive in mari di molte altre aree temperate del mondo.
Tre immagini di Actinia equina. in alto si scorge il disco pedale bluastro. In basso un esemplare con i tentacoli espansi ed un altro con i tentacoli più chiari
(foto Massa, Franci, Tunesi) |
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E' una medusa meno comune di altre appartenenti a specie come Pelagia noctiluca o Rhizostoma pulmo ma che si può incontrare nelle acque dell'Area Marina Protetta di Portofino, anche se si tratta pur sempre di un organismo pelagico.
Da meduse appartenenti al genere Aequorea si estrae una sostanza proteica bioluminescente chiamata aequorina utilizzata nella ricerca scientifica. L'aequorina fa parte di un sistema più complesso che coinvolge ioni calcio e altre proteine e che consente a queste meduse di emettere lampi di luce in risposta ad uno stimolo pressorio.
la medusa fotografata a qualche metro dalla costa (foto Bava)
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Si tratta di un piccolo anemone (3 - 4 centimetri di diametro massimo) con i tentacoli di colore bruno giallastri, o lattiginosi in caso non siano presenti nei tessuti alghe simbionti.
E' un organismo piuttosto comune lungo alcune coste, meno lungo le coste liguri, che solitamente presenta uno stelo sopra il quale si osservano i tentacoli.
Come altri anemoni più proteggere lo stelo dentro cavità nella roccia.
Si rinviene a basse o bassissime profondità e anche in qualche centimetro d'acqua come nelle pozze di marea.
Difficilmente si incontra come individuo isolato ma più spesso gli individui formano gruppi di qualche decina di esemplari.
Cattura il cibo, costituito da piccoli organismi, grazie ad i suoi tentacoli urticanti.


Alcune immagini dell'anemone in una pozza di marea |
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