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Dopo la balenottera azzurra è l'animale che raggiunge le maggiori dimensioni al mondo potendo toccare i 20-25 metri di lunghezza.Un tempo estremamente diffusa, oggi, in alcuni mari, è seriamente minacciata per la caccia effettuata con le baleniere.
In Mediterraneo è tutelata, soprattutto nella zona in cui si estende "Il santuario dei cetacei" , dove la si vede spesso muoversi in piccoli gruppi.
E' un veloce nuotatore ed è capace di spiccare balzi fuori dall'acqua. Può inoltre compiere apneee prolungate, che mediamente durano qualche decina di minuti, potendo raggiungere la profondità di 200-300.metri e oltre.
Non è raro osservarla vicino all'Area Marina Protetta di Portofino o anche nelle sue acque dove si può addentrare per qualche minuto. Tali avvistamenti sono relativamente frequenti anche in estate, nonostante il disturbo creato dalle imbarcazioni da diporto.

due immagini della balenottera comune in superficie. In basso il caratteristico "soffio" dell'animale. (foto Bava (1,2), foto Rosso (3,4))
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Si tratta di una madrepora solitaria di piccole dimensioni.
Ha colore bruno o giallastro aranciato e una forma ovale allungata, con uno scheletro calcareo fissato al substrato che presenta un bordo superiore irregolare.
Per la sua caratteristica di avere nei tessuti alghe unicellulari simbionti (organismo zooxantellato), che tra l'altro favoriscono la costruzione dello scheletro calcareo, ha necessità di vivere in ambienti luminosi e quindi si osserva vicino alla superficie o comunque nell'ambiente delle alghe fotofile, in compagnia di madreporari coloniali come Cladocora caespitosa.
Si tratta di un animale carnivoro che cattura i piccoli organismi trasportati dal plancton.
Vive nel Mediterraneo o in aree costiere temperate dell'atlantico orientale.
Il piccolo organismo con i tentacoli ritratti (foto Bava)
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Questi crostacei vivono all'interno di un guscio calcareo secreto dal mantello, costituito da sei placche con solcature, che unite conferiscono allo stesso guscio la forma di un piccolo vulcano.
Le placche sono fissate ad una base che aderisce al substrato rendendo l'animale sessile, cioè incapace di spostarsi.
L'apertura all'apice del "vulcano" può essere chiusa dall'animale, con valve mobili, altrimenti dalla stessa l'animale può far fuoriuscire le appendici mobili dette cirri, da cui il nome cirripedi (arti trasformati in cirri), che gli consentono di catturare le particelle alimentari o i piccoli organismi sospesi nell'acqua.
Il guscio appare biancastro con sfumature di diversi colori e può avere una base larga anche 4 - 5 centimetri.
I balani sono Animali ermafroditi che si riproducono in ogni stagione dando origine a uova da cui nascono larve planctoniche (naupli) che, dopo una metamorfosi, si fissano al substrato.
A differenza degli ctamali (Chthamalus stellatus) vivono completamente immersi in acqua, su scogli dove scorrono rilevanti correnti marine che trasportano cibo, anche se possono sopportare brevi periodi di emersione.
I denti di cane sono tra gli organismi in grado di colonizzare le carene delle imbarcazioni (fenomeno chiamato fouling), causandone l'appesantimento ed il rallentamento.
Alcuni balani attaccati agli scogli (foto Ferracini) |
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Pesce presente nel Mediterraneo e praticamente inconfondibile. La ragione di ciò sta anche nel fatto che i suoi parenti più prossimi vivono in acque tropicali (fam. balistidae).
La sua colorazione è molto irregolare con tinte che tendono al grigio o al verde, intervallate da ampie macchie chiare, e presenta, soprattutto sulle pinne, piccoli puntini azzurro metallico.
Ha una bocca molto caratteristica, abbastanza piccola rispetto alla mole dell'animale, ma piuttosto forte, che utilizza per rompere i gusci e le corazze delle sue prede.
Nella sua dieta vi sono infatti molluschi, crostacei ed echinodermi, principalmente ricci di mare.
Si incontra principalmente su fondali rocciosi già a qualche decina di metri di profondità.
Questi pesci hanno il primo raggio della pinna dorsale che può essere ritratto in maniera analoga al grilletto di una balestra e, soprattutto, insieme agli altri raggi, può consentire all'animale di rimanere incastrato nelle fessure della roccia per contrastare l'attacco di un predatore.
Durante la cura del nido i balestra possono diventare aggressivi nei confronti di chiunque si avvicini e non esitano anche ad attaccare l'uomo.
Due posizioni di un pesce balestra in movimento
(foto Benvenuti - sist. europa 2000) |
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